Palazzo Monguidi

STRADA XXII LUGLIO - PARMA
Palazzo Monguidi
intorno al chiostro minore di San Quintino
Del convento di monache benedettine che il Capitolo della Cattedrale aveva fondato attorno al 1100, nei pressi della chiesa di San Quintino, rimangono solo alcune vestigia, oggi integrate in alcuni edifici residenziali del centro di Parma. Solo tre planimetrie ottocentesche, redatte per procedere all’alienazione a privati, descrivono i chiostri e le camere del monastero che per almeno sette secoli avevano accolto una delle più importanti istituzioni religiose femminili della città, ovvero fino a quando l’amministrazione napoleonica ne decretò la soppressione e la vendita delle strutture in tre lotti, raccolti attorno ad altrettanti cortili, stretti tra il canale Maggiore e la strada di San Quintino.
L’atmosfera del cosiddetto “chiostro minore” viene còlta da una serie di tele ad opera dei pennelli di vedutisti ottocenteschi parmigiani; questo quadrilatero porticato è stato infatti uno dei soggetti più ritratti dai pittori locali del XIX secolo, e particolarmente caro a Luigi Marchesi. A quell’epoca i locali adiacenti a questa e alle altri corti già erano occupati dalle abitazioni di numerose famiglie. Proprio attorno alle uniche strutture claustrali integralmente conservate, quella del “chiostro minore”, nonostante la stratificazione di interventi successivi, si è venuto a consolidare quello che oggi riconosciamo come “Palazzo Monguidi”, dal cognome della famiglia che, per quasi un secolo, ha posseduto le strutture aggregate alle vestigia del cenobio femminile benedettino.
Descrizione generale dell'intervento
Il progetto propone il riuso dell’intero complesso mantenendo la destinazione d’uso abitativa per il primo, secondo e terzo livello. Al piano terreno si confermano i due negozi prospicienti Strada XXII Luglio mentre si libera dalle pareti divisorie incongrue il chiostro centrale, ristabilendo la qualità spaziale originaria. Il progetto prevede la ridistribuzione degli ambienti interni conservando le spazialità originarie concentrando gli interventi nell’ottimizzazione funzionale e distributiva degli ambienti. Palazzo Monguidi si presenta composto da alcuni corpi di fabbrica facilmente leggibili: ad un chiostro pressoché quadrato, si accostano, lungo le maniche est ed ovest, due più massicci fabbricati rettangolari.
Il piano terreno ospita sia i locali commerciali su Strada XXII Luglio sia, tutt’intorno al cortile, le cantine ottenute negli angoli del chiostro. Dal punto di vista distributivo il progetto si compone di quattro unità immobiliari al primo livello mentre ne troviamo cinque al piano secondo: una coppia di appartamenti per piano nel corpo occidentale (posteriore) e un’altra in quello prospiciente Strada XXII luglio i cui spazi si prolungano anche nelle due ali di raccordo con gli ambienti restaurati a inizio Novecento; il corpo posteriore, che sovrasta in altezza il complesso di un livello, prevede in quest’ultimo un ulteriore piano di abitazioni adibito ad attico. (terzo piano)
A completare il complesso edilizio, all’ultimo livello su Strada XXII Luglio, si trova un attico con terrazzo aperto verso il chiostro interno.
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